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    La G.E.N.I. S.r.l. è una società con sede a Palermo formata da professionisti, qualificati dal CEPAS, FITA CONFINDUSTRIA, ANGQ, BSI, EARA, RiNA Industry, AICQ.
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    I nostri clienti si collocano nel settore del commercio, della produzione e dei servizi, oltre che tra gli Enti della Pubblica Amministrazione
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    Risorse Aziendali

    Con la G.E.N.I. Srl collaborano Ingegneri Gestionali, Ingegnere Ambientale, Ingegnere Meccanico, Ingegnere Elettronico, Ragioniere Commercialista, Revisore Contabile, Agente e Rappresentante di Commercio, Tecnico competente in Rilevazioni Ambientali.
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Supermercato responsabile per gli alimenti a temperatura ambiente

Lasciare sullo scaffale del supermercato degli alimenti che possono guastarsi e ammuffirsi per non trovarsi invece nel reparto frigo – dove invece dovrebbero essere conservati – costituisce reato: il responsabile del punto vendita che dimentica un prodotto alimentare su una superficie a temperatura ambiente, nonostante sulla confezione sia specificato che la conservazione debba avvenire a una temperatura tra 0 e 8 gradi, commette reato. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1].

Incriminato il proprietario di un supermercato per aver lasciato delle forme di parmigiano sullo scaffale, a temperatura ambiente, oscillante tra i 19 e i 20 gradi, anziché nel reparto frigo come invece prescrive il produttore. Evidente il pericolo di muffa, ma soprattutto, l’aver proposto ai propri clienti alimenti in cattivo stato di conservazione. La sanzione, ritenuta equa dal tribunale penale, è quella della ammenda nella misura di 3mila euro.

Il caso non è così raro come parrebbe di credere a prima vista. Si pensi a tutti quei casi in cui il supermercato espone pezzi di formaggio su un tavolo per evidenziare un’offerta, magari con campioni dell’alimento da provare gratuitamente sul posto. Un comportamento di questo tipo, sebbene giustificato da finalità commerciali, è vietato e costituisce reato. Conservare i prodotti, destinati alla vendita, a temperatura ambiente, ignorando le indicazioni fornite dal produttore viola una disposizione di legge del 1962 che prescrive quanto segue:

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(Fonte: laleggepertutti.it)

Materiali e oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari e alimenti: sanzioni

Il Decreto Legislativo 10 febbraio 2017, n. 29 pubblicato in Gazzetta Ufficiale 18 marzo 2017, n. 65, riguarda gli alimenti e in particolare gli imballaggi, gli incarti, i materiali di trasporto, e tutto ciò che ha a che fare indirettamente con i prodotti alimentari. In particolare è stata introdotta una serie di sanzioni per chi non utilizza le cautele previste dalla legge.

Il meccanismo previsto dalla legge contempla una prima fase in cui, se la violazione viene ritenuta episodica o di lieve entità, l’autorità amministrativa di controllo effettua una semplice diffida ad ottemperare agli obblighi.

In caso di recidiva, di mancata ottemperanza, o in caso la violazione sia sistematica e di grave entità, scatta la sanzione.

Vediamo quali operatori sono interessati:

  • Chi produce, vende, o utilizza materiali destinati a venire in contatto con prodotti alimentari (imballaggi, confezioni, incarti, etichette, contenitori, recipienti, buste, ecc.).

Le sanzioni:

  • Per l’inosservanza degli obblighi di comunicazione: da 10.000 a 30.000 euro,
  • Per l’inosservanza degli obblighi di etichettatura in lingua italiana: da 1500 a 15.000 euro,
  • Per chi viola gli obblighi in materia di rintracciabilità: da 3000 a 25.000 euro,
  • Per chi viola le norme di buona fabbricazione previste dal regolamento Ce 2023/2006: da 1500 a 40.000 euro (Le Norme di Buona Preparazione (o Fabbricazione) o Good Manufacturing Practices (GMP) sono costituite da un insieme di regole che descrivono i metodi, le attrezzature, i mezzi e la gestione delle produzioni per assicurarne gli standard di qualità appropriati. Componente fondamentali delle GMP sono: 1) documentare, tramite apposite registrazioni, ogni aspetto del processo, ogni attività ed ogni operazione; 2) utilizzare personale che abbia ricevuto un'apposita formazione; 3) occuparsi attivamente di pulizia e sanitizzazione 4) verificare con regolarità il buon funzionamento degli strumenti e dei macchinari 5) validare i processi; 6) gestire i reclami,
  • Chi viola le norme in materia di cosiddetti “oggetti attivi e intelligenti” (ovverosia le cosiddette atmosfere modificate, generalmente usate per carne, frutta, verdura, merendine ecc.) previste dai regolamenti CE 1935/2004 e 450/2009: sanzioni da 4000 a 60.000 euro,

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(Fonte: altalex.com)

Latte e formaggi in Italia: origine in etichetta obbligatoria dal 19 aprile su tutte le confezioni

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che introduce in etichetta l’indicazione obbligatoria dell’origine per i prodotti lattiero caseari in Italia. L’obbligo scatterà dal 19 aprile 2017 su tutte le confezioni e si applicherà al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale.
Questo nuovo sistema rappresenta una vera e propria sperimentazione in Italia e consente di indicare con chiarezza ai consumatori la provenienza delle materie prime di molti prodotti come il latte UHT, il burro, lo yogurt, la mozzarella, i formaggi e i latticini.

 “Vogliamo garantire – dichiara il Ministro Martina – la massima tutela e trasparenza per consumatori e produttori. Con la sperimentazione dell’origine in etichetta, infatti, chi acquista potrà scegliere in modo informato e consapevole il Made in Italy. Si tratta di una svolta storica che consente un rapporto nuovo tra gli allevatori, i produttori e i consumatori.”

“L’Italia – conclude il Ministro – continuerà a spingere perché questo modello si affermi a livello europeo e per tutte le produzioni agroalimentari, perché è una chiave decisiva per la competitività e la distintivita’ dei modelli agricoli.”

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Fonte: cibariaweb.it

Informazioni in etichetta: dal 13 dicembre obbligo per tutti gli alimenti

Informazioni e indicazioni nutrizionali sulle etichette di tutti gli alimenti. Si completa l’applicazione del regolamento europeo sulle informazioni ai consumatori.

Dal prossimo 13 dicembre diventa obbligatoria per tutti gli alimenti l’etichetta con le informazioni e le indicazioni nutrizionali. Lo ricorda una nota della Regione Emilia Romagna. Si completa così l’applicazione del Regolamento Ue n.1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni ai consumatori sugli alimenti.

Iniziative regionali – Tra le iniziative messe in campo dalla Regione per una corretta informazione e per un migliore servizio è in corso il restyling del sito regionale ‘Alimenti e salute’, che sarà ultimato all’inizio del 2017. Oltre ad una complessiva riorganizzazione dei contenuti, la principale novità sarà una nuova sezione dedicata proprio all’etichettatura. In una prima fase sarà disponibile un’area riservata per gli operatori dei diversi settori coinvolti con opuscoli, normativa sui prodotti, modelli di etichette, linee guida, un glossario e la possibilità di fare commenti, mentre nel corso dell’anno sarà aperto a tutti, cittadini, consumatori, imprese con notizie, documenti e focus sui maggiori temi di interesse.

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Fonte: cibariaweb.it

Pesce conservato ad una temperatura non idonea: è reato di pericolo

La detenzione per la vendita o per il consumo di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione, punita dall'art. 5, lettera b), della legge 30 aprile 1962, n. 283, è reato di pericolo per la consumazione del quale non è necessario che vi sia un effettivo atto di cessione o che sia effettivamente danneggiata la salute, essendo sufficiente che il prodotto sia nella materiale disponibilità dell'operatore commerciale (grossista o dettagliante) che lo fornirà ai consumatori.

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Fonte cibariaweb.it
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La società esercita da diversi anni ed ha eseguito consulenze e progetti relative all'implementazione dei Sistemi Qualità, Ambiente, Sicurezza, progettazione Impianti Elettrici, Certificazione di Prodotti e Perizie Tecniche secondo le varie normative e leggi vigenti ( ISO 9000, ISO 14001, D.Lgs 81/08, legge 37/08 etc..)