L'empowerment delle risorse umane
Solo facendo crescere professionalmente i nostri collaboratori potremo lavorare in un'organizzazione davvero efficace ed efficiente. La partecipazione delle persone alle decisioni dell'azienda si colloca al cuore della gestione delle organizzazioni.
La recente evoluzione della gestione delle risorse umane nelle organizzazioni testimonia un progressivo spostamento dai tradizionali metodi gerarchici di "comando-e-controllo" verso metodi più partecipativi di coordinamento.
Nel tradizionale modello fordista, infatti, si dava scarsa rilevanza allo sviluppo delle competenze dei lavoratori e alla loro partecipazione alle decisioni aziendali. La gerarchia presupponeva la separazione tra chi prendeva le decisioni e chi le eseguiva, mentre le attività erano parcellizzate e standardizzate per promuovere l’efficienza. Questo modello, che ha dominato la pratica organizzativa (e in molte aziende la domina ancora), ha però lo svantaggio di creare organizzazioni troppo rigide.
Tutte queste gerarchie nel prendere decisioni, nel coordinare le attività e nel controllarle causano forme di resistenza da parte dei lavoratori (basso impegno, assenteismo, boicottaggio, ecc.) che aumentano all'infinito la necessità di ulteriori controlli.
L’accresciuta varietà e dinamicità dei mercati, le tecnologie e gli ambiti concorrenziali spingono, invece, verso una maggiore flessibilità strategica e operativa delle strutture organizzative. Aumenta, quindi, la necessità di relazioni più collaborative con i lavoratori, così da poter affrontare prontamente le incertezze dell’ambiente esterno e interno.
Le aziende avvedute hanno dunque provveduto, nel tempo, a spostare i propri valori: dalla contrapposizione tra il management e il personale alla gestione efficace e diretta dei lavoratori.
Il passaggio, infatti, dalla promozione della negoziazione per la risoluzione del conflitto alla promozione della coincidenza degli interessi dei lavoratori e dell’azienda comporta una maggiore soddisfazione per i lavoratori e una maggiore produttività per le aziende.
Ecco perché la strategia delle aziende moderne è quella di fare affidamento sempre di più su relazioni partecipative tra i propri membri.
La partecipazione alle decisioni così definita non presuppone però che ci sia un’eguaglianza totale tra le parti in gioco.
Capo e subordinati devono, infatti, avere diversi gradi d’autorità sul processo decisionale.
Il controllo dei subordinati su una decisione, in realtà, non è mai totale, altrimenti si ricadrebbe nel caso della delega, che è una vera e propria assunzione di responsabilità su un compito.
La delega, infatti, è una divisione del lavoro che nasce su iniziativa del capo, quindi è ricollegabile a un’espressione della gerarchia.
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( Tratto da qualitiamo)